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MERCOLEDì 13 FEBBRAIO 2013
Associazione MIAO presenta:
O. CHILDREN
opening act DEATH DISCO
Ingresso € 8, 00
Open h 20.00 – live h 21.30

http://www.facebook.com/events/534641946559654/

O. CHILDREN

Gli O. Children si formano a Londra grazie al cantante di origini nigeriane Tobi O’Kandi nel 2008, dalle ceneri del gruppo “Bono Must Die” – scioltosi dopo esser stato citato in giudizio da Bono stesso.

La band che prende il nome da una canzone di Nick Cave, scava negli anni ’80. Il loro primo suono è profondamente radicato sia nella musica scura e melanconica dei Joy Division sia nel goth rock dei Sisters of Mercy e Fields of the Nephilim.

Nei primi mesi del 2009 la band firmò per la britannica Deadly People Recordings che distribuì nell’agosto di quell’anno il loro primo singolo Dead Disco Dancer: il successo di critica e di pubblico non tardò ad arrivare, tanto più che venne venduta ogni singola copia stampata.

All’inizio del 2010 il quartetto di Londra entrò in studio assieme al produttore Jas Shaw, dei Simian Mobile Disco, per registrare materiale del loro omonimo album d’esordio: ne uscì un disco nero, il colore tanto caro alla new wave e al post punk da cui attinsero, richiamando quelle sonorità fatte di linee di basso ossessive, chitarre taglienti e voci profonde. La band inglese sposò perfettamente questo stile, aggiungendo un tocco di modernità dato soprattutto dall’ottima produzione del disco (basti ricordare che l’alter ego di Jas Shaw nei Simian Mobile Disco è James Ford, produttore tra gli altri degli Artic Monkeys e dei Klaxons).

Dopo l’uscita dell’album acclamato dalla critica, durante il ritorno in treno da Manchester dove la band si era appena esibita, il cantante venne trovato senza biglietto e da questo banale incidente la polizia scoprì che il visto del frontman (arrivato in Inghilterra in tenera età) era scaduto da circa 15 anni. Da qui iniziò un tortuoso travaglio per Tobi O’Kandi, durato due anni, durante il quale la parola “deportazione” divenne un incubo ad occhi aperti.

Dato lo stress dovuto alla causa legale portata avanti dall’Home Service britannico, la voce degli O. Children, in una condizione quasi apolide, cominciò a soffrire di depressione e di problemi di respirazione durante il sonno: in questo stato di insonnia permanente l’unico sfogo che riuscì a trovare fu quello di chiudersi in studio e rimettersi al lavoro per il nuovo album, il cui titolo non potè che essere Apnea.

Il risultato fu a dir poco stupefacente, un’opera seconda nella quale gli O. Children espansero il raggio d’azione rifinendo le coordinate di un suono mai così frastagliato, curato al millimetro, totalizzante. Tante le novità in campo, a cominciare proprio dal nuovo “calore” emesso da O’Kandi, più sciolto, moderatamente soulful e meno legato agli archetipi gestuali di Ian Curtis e Nick Cave, mentre le chitarre del talentuoso Gauthier Ajarrista sorpresero per la ricerca su timbriche ed effetti, con basso e batteria spesso sganciati dal ritmo binario per inseguire sincopi inedite e, in generale, soluzioni più varie. L’uscita dell’album il 28 maggio del 2012 coincise quasi perfettamente con la fine del processo di O’Kandi. Una doppia liberazione, a cui seguì il primo tour della band sul continente europeo.

DEATH DISCO

Nell’ottobre 2009 il gruppo realizza l’EP “Disconnected”, autoprodotto e contenente 8 composizioni tra il post-punk e la new wave di inizio anni ‘80.

End is Beginning è il loro disco d’esordio uscito nell’ Aprile 2012. I suoni dalle atmosfere scure, a volte malinconiche, considerati ideali accompagnamenti ai testi e dallo spiccato senso esistenzialista, vengono definiti da un magazine francese come “immaginare Frank Black che incontra Thurston Moore a un concerto dei Cure!”

Una band che unisce l’indie rock alla new wave, ricordando gli Smiths e i New Order; con umori scuri e riff feroci d’atmosfera.

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